In occasione della presentazione ufficiale alla stampa della DDS, cogliamo l'occasione per scambiare due (ma proprio due!) chiacchiere con la medaglia d'argento nei 200 stile libero di Atene e Montreal.
Federica Pellegrini, a metà tra diva affermata e ragazza timida, si siede a gambe incrociate sulla sedia e risponde con poche parole, ma grande determinazione alle nostre domande. Era ormai alla seconda ora di interviste, la coda dei giornalisti curiosi e a caccia di un segreto della nuotatrice di Spinea era lunga, ma la lucidità non le è di certo mancata. E poi aveva un robusto appoggio...
Ciao Federica, le ultime domande dopo questa lunga sessione di interviste. Dalle tue prime dichiarazioni dopo l'esperienza di Sydney, è emerso che la cosa che ti è rimasta più impressa è proprio lo stile di vita a cui si è sottoposta la nazionale italiana per l'occasione.
Mi piaceva molto questo modo di vivere la giornata. Eravamo tutti insieme nella stessa casa, allenamenti, poco svago, ma molto divertimento. E' stata molto dura questa trasferta, ma è un'esperienza che rifarei di nuovo, anche domani!
Più che una trasferta di Coppa del Mondo, questo di Sydney è stato un vero e proprio collegiale.
La gara è servita solo come allenamento di qualità. I riscaldamenti prima delle competizioni erano di circa 5000 metri e nei giorni in cui non c'erano le gare siamo arrivati anche a volumi di 14 – 15 Km: sperare di ottenere buoni riscontri cronometrici era impensabile, ma lo avevo messo in conto sin da subito.
Che sensazioni hai avuto in gara?
Con questo carico era difficile provare buone sensazioni. Nonostante tutto, nelle batterie del mattino mi sentivo molto bene, ovviamente relativamente al mio stato di forma, mentre al pomeriggio accusavo un po' la stanchezza. Il tempo comunque non fa testo.
Invece la Lenton al tempo ci pensava. Che effetto ti ha fatto?
Mi ha stupito. Sapevo che era in buone condizioni e che poteva chiudere con un riscontro cronometrico di altissimo livello, ma un record del mondo fatto in questa maniera non può che lasciare esterrefatti. Ha sfoderato una prestazione magnifica.
Torniamo a te Federica. Sabato inizieranno i campionati nazionali assoluti: tu punterai alle tue gare o disputerai un programma più ampio?
Non scaricherò molto per questi Italiani e gareggerò nello stile libero dai 50 agli 800. Da non sottovalutare la staffetta: in quella mista abbiamo due primatiste italiane, Elena Gemo nel dorso e Cristina Maccagnola nella farfalla, una buona ranista (Roberta Panara) e io che darò il massimo. Ci credo molto in questa staffetta.
Arriva Luca Sacchi, l'appoggio di cui si parlava.
A metà dicembre ci saranno gli Europei, lì le gare si interpreteranno in maniera un po' diversa. Un pensierino al titolo?
Farò i 200 ed i 400 stile libero, al titolo ci penso, è normale, ma non posso essere certa di conquistarlo. Vedremo...
Farai i 400, quindi un ritorno al passato.
Ultimamente ho puntato molto sulla velocità, gare sui 50 e sui 100, mi sono servite molto. Io però sono nata come mezzofondista e sono tornata alla vecchia abitudine dei 400, in vasca corta poi è una gara molto più simile ai 200 di quanto si pensi.
Ovviamente punterai alla stagione estiva, in vasca da 50.
In vasca lunga si fanno le gare che contano. Ora vedremo quali saranno i risultati in questi primi appuntamenti importanti, poi deciderò insieme al mio allenatore come programmare in dettaglio la seconda parte della stagione.
La curiosa postura di Federica mentre risponde alle domande
Uscendo dal discorso gare, come ti trovi qui a Milano e in DDS?
Milano mi piace, mi trovo bene. Ormai sono due anni che vivo qui, all'inizio ho fatto un po' di fatica ma poi sono riuscita ad ambientarmi bene.
Tu sei arrivata qui in DDS con un peso molto importante: devi raccogliere l'eredità di due colossi del nuoto italiano come Luca Sacchi e Lele Merisi.
E si, sembra difficile continuare un ciclo del genere, ma farò di tutto per vincere ancora molto e diventare la bandiera della squadra. Con i compagni di allenamento sono molto affiatata, siamo una squadra molto unita e questo aiuta sicuramente a raggiungere risultati di prestigio.
Luca Sacchi ascolta l'intervista
E qui prende la parola Luca Sacchi.
Se mi è permesso, aggiungerei una cosa importante. Federica è arrivata da noi avendo con un palmares già alquanto ricco, poi ha continuato a vincere: la DDS vuole offrirle tutte le possibilità perché ottenga il massimo. Penso, e non è solo il mio pensiero, che lei sia già la bandiera della DDS anche se milita nelle nostre fila solo da due anni, è un esempio per i più giovani e continuerà ad essere un modello da imitare ancora per molti anni.
Beh, Federica, mi pare che tu abbia piena fiducia, si vede che ti sei integrata bene.
I risultati contano, ma anche il rapporto con il team e i compagni conta molto. Sono contenta di ricoprire questo ruolo.
A proposito di ruolo. Ormai sei famosa, non ti stancano tutte queste interviste?
No, mi piacciono. L'importante che non mi portino via tempo agli allenamenti.
Allora buon lavoro per la seduta in vasca che affronterai più tardi e grazie per la disponibilità.
Grazie a voi. Ciao.
Un momento dell'intervista
Un ringraziamento a Lorenzo Monticone per le foto
LINK UTILI
Il sito ufficiale di Federica Pellegrini
Il portale della DDS
La news relativa alla presentazione della DDS