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INTERVISTE-PROFILI - 23/07/2007
Bergamo-Napoli-Verona: Solo andata
Intervista Rosolino & Brembilla
Ingrandisci l'immagine“Devi fare della tua vita un capolavoro”, S. Bambarén: potrebbe essere questo lo slogan che ha portato due campioni così diversi come Emiliano Brembilla e Massimiliano Rosolino ad allenarsi insieme a Verona sotto la sapiente guida di Castagnetti.
Caratteri opposti, nuotate contrastanti, città d’origine agli antipodi, esperienze varie, ma un obiettivo comune: Pechino 2008.
E’ strano vederli camminare fianco a fianco, perché sono un connubio ben riuscito di solarità e tenacia, allegria e impegno, genio e fantasia.
I due si conoscono da una vita, hanno combattuto le medesime battaglie, ma non si sono mai preparati assieme, invece ora condividono lo stesso sentiero.

V.: “Quando e dove vi siete conosciuti?”

M. ed E.: “Nel 1992, ai Campionati Giovanili di categoria…sono già passati quindici anni!”

V.: “Perché vi definiscono i “gemelli” del nuoto italiano?”

E.: “Siamo della stessa annata, il ’78, siamo cresciuti ed abbiamo esordito insieme a livello assoluto, quindi ci hanno dato questo soprannome quando eravamo le uniche matricole alle Olimpiadi di Atlanta nel ’96. Ora è da tempo che la definizione non viene più usata, ma stiamo lavorando affinché torni in auge!”.

V.: “Da dove è scaturita la vostra scelta di venire ad allenarvi a Verona? L’avreste mai immaginato?”

E.: “Sono tornato qui perché sapevo quello che avrei trovato. C’è un bel gruppo, un allenatore che conosco e di cui mi fido e soprattutto c’è la mia voglia di riprovarci e di riscattarmi”.

M.: “Ho sempre avuto il pallino di allenarmi con Alberto e dopo i Mondiali è scattata la molla per venire qui. Forse una scelta tale ad un anno da Pechino è misteriosa e rischiosa, ma Emiliano è un grande traino, che mi convince di aver compiuto la decisione giusta.
Non ci siamo mai allenati insieme, questa è la prima volta: abbiamo caratteristiche diverse, come sono differenti i nostri approcci agli allenamenti e le nuotate, ma alla fine ci siamo ritrovati sulla stessa barca perchè vogliamo navigare dritti verso Pechino”.

V.: “Una dote e un pregio di Castagnetti…”

M.: “Le sue doti sono i suoi difetti, come tutte le persone carismatiche”.

V.: “Tre aggettivi per descrivervi a vicenda.”

E.: “Massimiliano è un professionista, l’unico vero professionista in Italia.
Ha un bagaglio di esperienze che io non ho e per questo cerco di imitarlo.
Massi sa quello che vuole e per ottenerlo è capace di individuare la strada giusta e seguirla fino in fondo, io magari ho lo stesso obiettivo ma ci arrivo dopo.
Se dovessi definirlo, tre aggettivi non basterebbero, dunque dico professionista, fresco, coinvolgente, agonista, un ragazzo sempreverde, che non invecchia”.

E qui arriva una delle mille battute…

M.: “Speriamo che l’acqua che alimenta le foglie di questo sempreverde non finisca mai!
Emiliano per me è uno che si spreme al massimo in ogni occasione e io, che per orgoglio non mollo la presa, cerco di fare lo stesso.
Brembo poi conosce benissimo il suo corpo, la sua macchina ed è stupefacente il modo in cui gestisce la sua energia fisica: se ha dieci, da’ dieci, se ha sei, questo sei lo sfrutta appieno.
Io non sono così bravo ad usare le mie forze.
Ci conosciamo da quindici anni, possediamo l’eterna giovinezza sportiva, ci divertiamo più adesso di prima. Emiliano è molto umile e rispettoso, ha radicati in sé quei valori che io condivido, come la famiglia, il rispetto per l’allenatore, che a volte i giovani non possiedono.
E’ un ragazzo semplice, ma la sua semplicità è l’arma vincente”.

V.: “Oltre ad essere compagni di allenamento, siete anche amici?”

E.: “In questo anno che ci aspetta, la conoscenza si trasformerà in amicizia perché staremo spesso insieme”.

M.: “Quando c’è rivalità in vasca è difficile che esista un amicizia, perché si rispettano i ruoli; Emiliano è un’ottima compagnia e credo che la nostra convivenza diventerà una vera amicizia fuori dall’acqua”.

V.: “Qual è stata la vostra gara ‘esordio assoluto?”

E.: “Le Giornate Olimpiche Europee in Olanda del ‘93”.

V.: “Vi sentite più duecentisti o quattrocentisti?”

M.: “Per ora ci sentiamo nuotatori! Ed è già tanto…nessuna specialità in particolare…”

V.: “Come mai, secondo voi, gli stranieri vengono ad allenarsi in Italia? C’è un’inversione di tendenza?”

M.: “ Ciò è molto positivo, andava fatto anche prima… America e Australia sono il top del nuoto, ma noi ci stiamo avvicinando piano piano.
Io ed Emiliano abbiamo buttato i carboni che poi hanno iniziato a bruciare… Abbiamo gettato le basi del nuoto italiano che adesso sta crescendo e migliorando.
Mi auguro che molti ragazzi facciano un’esperienza all’estero, perché credo che sia un’importante passo per conoscere se stessi e maturare”.

E.: “L’Italia sta diventando forte nel nuoto a livello planetario e gli atleti vanno dove vedono i risultati e le strutture adatte per accoglierli, cioè piscina, palestra, tecnici qualificati, massaggiatori e fisioterapisti. In Italia si è allenata per due anni a Verona Maria Pelaez, oggi Markus Rogan è a Roma e il progetto di Andrea Di Nino funziona bene”.

V.: “Come giudicate il nuoto italiano di oggi? E’ molto lontano da quello dei vostri esordi?”

M.: “Sì, per alcuni aspetti in positivo e per altri in negativo: sicuramente positivi sono la metodologia, gli investimenti, lo staff, le strutture e gli atleti sono molto più dotati che in passato, però devono cercare di seminare anche dopo il primo raccolto, perché la strada è lunghissima”.

V.: “Chi è più ligio in allenamento?”

E.: “Entrambi: Massi ci mette allegria e cerca di rendere l’allenamento più leggero, mentre io ci metto fermezza. L’unione fa’ la forza e devo dire che Luca Marin è un ottimo seguace.
Nel nostro gruppo (Brembilla-Rosolino-Marin-Galenda-Busato-Pellegrini-Zoccari) non esistono punte, tutti abbiamo grandi aspirazioni e tutti ci impegniamo a fondo. Se uno di noi cede, c’è sempre qualcuno pronto ad aiutarlo a rialzarsi”.

V.: “Quale sarà la meta delle vostre vacanze?”

M.: “In Italia, due settimane di mare, sole e riposo”.

E.: “Staccherò solo pochi giorni, perché con l’operazione alle tonsille e il calcolo ai reni ho già perso troppo tempo; saranno comunque giorni di totale relax.
Riprenderemo ad allenarci presto, verso il venti agosto e a settembre andremo per tre settimane in altura”.

V.: “A proposito, allenamento preferito e allenamento detestato…”

M.: “Sicuramente tre serie da 1500sl! E’ improponibile! Invece la velocità o le serie che non superino i 3000 mi piacciono di più: vedere fuoco e fiamme in acqua mi gasa tantissimo!”

E.: “Io detesto le dieci serie da 400sl, mentre come Massi apprezzo le serie veloci”.

V.: “Quali passioni condividete?”

E.: “Blockbuster! Ultimamente ci capita di prendere molti film a noleggio e guardarli la sera; poi andiamo in centro a Verona per mangiare un gelato o fare shopping”.

V.: “In generale avete più avuto o dato nella vita?”

E.: “Direi un cinquanta e un cinquanta; non mi lamento ma la mia vita è completamente condizionata dal nuoto che mi ha regalato sia gioie che dolori, comunque ho avuto il giusto”.

M.: “Ho dato il massimo e ho ottenuto il massimo, ma non esistono limiti.
Ho imparato prima a prenderle poi a darle.
Non bisogna fermare lo sguardo all’orizzonte, occorre cercare l’infinito…”

V.: “Qual è stata la sofferenza maggiore che avete provato?”

E.: “Ne ho passate parecchie, ma le maggiori sono state l’incidente in auto nel ’98 e l’operazione alle tonsille dell’anno scorso”.

M.: “Le mie sofferenze sono state più psicologiche che fisiche.
Nel 2002 non mi sono espresso come volevo; nel 2004 non mi sono divertito perché avevo investito tutto su Atene e il non entrare in finale nei 200 misti è stata una pugnalata immeritata.
L’estate del 2005 è stata ancora peggiore, però non ho mai mollato”.

V.: “Che cosa vi spaventa di più?”

E.: “Quando un giorno finirà il giocattolo…
A marzo ho sofferto nel vedere i Mondiali in tv.
Nel momento in cui smetterò di nuotare, la mia vita cambierà sia per la mia mente che per il mio corpo. Non so cosa mi aspetterà dopo, sicuramente qualcosa di bello, ma concludere un capitolo così fondamentale per me non sarà facile”.

M.: “La penso allo stesso modo. Cerco di gustarmi il più possibile gli allenamenti perché so che mi mancheranno, soprattutto nella parte severa. Mi auguro di finire soddisfatto e finirò quando sentirò di non dovere dimostrare a nessuno di essere ancora un guerriero”.

V.: “La bellezza della vita è…”

E.: “Essere felici”.

M.: “….è viverla! Non è semplice potere e sapere vivere una situazione o un’emozione”.

V.: “Qual è la chiave di successo di un atleta?”

M.: “E’ costruire gli ingranaggi giusti.
Ogni cosa ha la sua chiave che va trovata; noi abbiamo fatto un faticoso rodaggio e continuiamo a farlo”.

E.: “E’ la voglia di arrivare. Se nessuno di noi due avesse creduto nei propri mezzi e nelle proprie potenzialità, non saremo qui”.

V.: “Il valore di un atleta migliora con l’età?”

E.: “Sì, perché i pezzi d’antiquariato valgono molto di più! Noi due siamo oro e argento…”

M.: ”La saggezza non si nota in un atleta, ma prima o poi emerge.
L’esperienza conta. Adesso io ed Emiliano vogliamo grandi soddisfazioni riuscendo ad apprezzare le piccole cose, come un allenamento perfetto o il sorriso di approvazione dell’allenatore, sfumature a cui prima non avremmo dato peso”.

V.: “Niente accade a meno che prima non sia un sogno. W. Blake Siete d’accordo?”

E.: “Sì, è verissimo”.

M.: “I sogni sono come le favole, vorresti che finissero sempre col lieto fine, ma nello sport le favole si intrecciano con gli avversari ed appaiono i lati bui.
Essere capaci ad esprimersi al meglio, vicino alla perfezione, è fantastico, in quanto puoi vincere o perdere, ma sei comunque vincente”.

V.: “E’ più bello il ricordo o il sogno?”

M.: “Spesso accade di sognare, ma poi non si ricorda che cosa si è sognato.
Ricordo e sogno sono concetti legati fra loro: il ricordo è un’intensità piacevole mentre il sogno è una sensazione di benessere”.

E.: “Sono i ricordi ad accendere i sogni…”

V.: “I vostri prossimi obiettivi?”

All’unisono mi rispondono: “Pechino!”

E.: A breve avremo i Campionati Assoluti estivi di Pesaro, poi Europei in lunga e corta e Massimiliano farà anche gli Open di Parigi”.

V.: “Quando siete felici?”

E.: “Quando ho la salute e sto bene sia dentro che fuori dall’acqua”.

M.: “Inizio ad essere felice quando lo sono i miei cari, ma ancora di più quando sono felice in acqua!”

V.: “Esiste un destino già scritto per ciascuno o è l’uomo che se lo crea?”

E.: “Ho sempre creduto che ci fosse un destino già scritto, ognuno ha il proprio libro scritto da sempre. A Pechino vorrei sfatare la maledizione olimpica, ma se così non fosse, vorrà dire che il mio compito non era quello”.

M.: “Mi piace pensare che il destino sia già stato deciso per ciascuno prima che nascessimo, ma esistono dei consigli che devi sapere cogliere con sensibilità ed attenzione per cambiare la tua vita. Chi semina raccoglie...
Potrei usare la metafora del navigatore: quando cerchi un indirizzo ti vengono proposte due soluzioni, un percorso più breve e uno più lungo, uno più impervio e l’altro più semplice…
Devi saper scegliere.
E’ nei momenti di decisione che si forgia il nostro destino”.

Dopo questa lunga chiacchierata, sono scaturiti nella mia mente alcuni sostantivi da riferire a Massimiliano ed Emiliano, ovvero Amore, Potenza, Forza, Bellezza, Voglia, Rivoluzione:
l’Amore per la vita, la potenza dell’acqua, la forza psicologica, la bellezza della persona, la voglia di perseverare, la rivoluzione operata nel nuoto.
Vederli uniti nella fatica e nel sorriso pre e post allenamento, stare a contatto con tali straordinari atleti, comunicare con due veri e propri fuochi ardenti, sentire addosso l’adrenalina di questi carismi viventi è fantastico!
La loro favola è iniziata da molto tempo e non ha ancora avuto un epilogo, che speriamo sia il più lontano e il più felice possibile.
Emiliano e Massimiliano ci hanno insegnato che occorre il coraggio di amare la vita per renderla un capolavoro.


Massimiliano, Veronica ed Emiliano

Veronica


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FOTOCLICK
Trofeo Come un Delfino
con Raoul Bova
da sx: Biasco, Pandolfo, Sciacca, Mangiameli, Bova, Bonomo, Bellocchio, Aiello
27/08/10 - Catania
Trofeo Come un Delfino <br>
con Raoul Bova<br>
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Bonomo, Bellocchio, Aiello <BR>
27/08/10 - Catania<br>

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FRASE DEL GIORNO
•  "Non mi aspettavo di fare 1'55" ... il mio obiettivo era raggiungere il tempo necessario per qualificarmi. La gara è andata bene da subito: sono volato e le virate sono state perfette".

Federico Turrini
Oro 200 mx
Assoluti Estivi v25
Ostia 19-08-2010
da Federnuoto


IN RILIEVO
YOG Singapore 2010 - D6
Assoluti estivi - D1
EC Budapest nuoto - D7
EC Budapest nuoto - D6

CONFERENZE
13 / 10 / 2010
Incontro Tecnico - PISCINE. L’Evento è indirizzato a progettisti di piscine, gestori, manutentori, e affronterà con alcuni esperti le molteplici problematiche che coinvolgono il settore. L’Incontro è gratuito e si svolgerà a Roma il prossimo 13 ottobre.