
Vi è mai capitato di passeggiare tranquillamente nel centro della vostra città ed incontrare un campione olimpico sommerso dai bambini in una festicciola di una via laterale?
A me sì…
Questo pomeriggio mi sono imbattuta per caso nel Signore degli Anelli: Jury Chechi!
La prima cosa che mi è balzata all’occhio sono stati ovviamente i capelli rossi e gli occhi vispi e luminosi di chi ha affrontato e vinto parecchie sfide.
Sincero e schietto, Jury colpisce anche per la sua incrollabile fiducia nei valori dello sport.
Facendomi largo tra la massa chiassosa e allegra dei bambini, ho avvicinato Jury per rivolgergli qualche domanda sullo sport e sulla vita...
V.: “ Dopo aver chiuso la tua magnifica attività agnostica alle Olimpiadi di Atene (cinque ori mondiali, un oro e un bronzo olimpico e un’infinità di medaglie tra campionati italiani, europei, Giochi del Mediterraneo, coppe del mondo) come ti sei sentito?”
J: “ Ad Atene ho vinto la gemma delle mie medaglie, un bronzo frutto di una promessa fatta a mio padre se fosse guarito da una grave malattia. Quando sono rientrato al villaggio con la medaglia al collo, mi sono guardato allo specchio e ho sorriso. Ero fiero di me. Malgrado avessi già vissuto molti trionfi, questo aveva un sapore diverso, quello della rivincita dopo l’infortunio di Sidney, quello di un sogno avverato, quello di aver chiuso i conti col destino.
L’attività agonistica manca parecchio, ma ogni atleta sa che il periodo da dedicare completamente al proprio sport è limitato e dopo averlo concluso, si aspetta qualcosa di bello.
Lo sport è metafora di vita, è una realtà che farà sempre parte di te, magari in maniera diversa, ma che sicuramente ti aiuterà ad apprezzare ed affrontare ciò che incontrerai nel tuo viaggio”.
V.: “Segui il nuoto? Cosa ne pensi del movimento natatorio italiano?”
J.: “Certo! Conosco bene Massimiliano Rosolino e Filippo Magnini, con cui mi trovavo in Sardegna ieri per motivi promozionali; ho avuto modo di incontrare anche Federica Pellegrini e Alessia Filippi: sono tutti ragazzi eccezionali.
Il nuoto italiano è in continua crescita, sbocciano sempre nuovi talenti, grazie al lavoro dei tecnici, delle società e della Federazione. E’ una metodologia di lavoro che dovrebbe essere presa in considerazione anche da altri sport che oggi stanno vivendo un periodo buio.
Speriamo di avere delle belle sorprese a Pechino, come è stata Federica ad Atene…”
V.: “E’ più difficile essere padre o vincere un’Olimpiade?”
J.: “Essere padre è meraviglioso, vincere un’Olimpiade è difficile, ma possibile.
Se sai dove vuoi arrivare, ci arriverai, credendo nelle tue potenzialità e costruendo il tuo destino giorno per giorno.”
V.: “Un saluto ai lettori di nuoto.it?”
J.: “Un abbraccio a tutti i nuotatori per diletto o per dovere!”
Appena il tempo di una stretta di mano e il piccolo grande uomo dai capelli rossi viene inghiottito dall’entusiasmo e dalla frenesia dei bambini accorsi per acclamare il loro mito…
Grazie Jury!