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SYNCRO-TUFFI - 05/02/2008
Italia prima in Svezia
Con la nuova formula
Ingrandisci l'immagineDiamo atto ai dirigenti internazionali che riescono sempre a proporre nuove formule per lo sport dei tuffi. Brevemente riassunto delle puntate precedenti. Negli anni '60 il programma di ogni atleta era composto per (circa) metà da esercizi obbligatori, per l'altra metà da tuffi liberi. Vi era una chiara anomalia nello svolgimento delle gare, poiché che l'accesso alla finale era stabilito in base alla classifica parziale dopo 7 tuffi su 10 dalla piattaforma e dopo 8 su 11 dal trampolino, un po' come se in una gara di nuoto sui 100 stile libero venisse stilata una classifica ai 70 metri.
Questa "stranezza" venne superata in occasione dei Campionati Mondiali del 1973 a Belgrado, quando tutti gli atleti eseguirono nella fase eliminatoria tutto il programma: i primi otto della classifica si sarebbero ritrovati in finale ripartendo da zero.
Negli anni '70 a Ronneby, in Svezia, venne proposto un meeting ad eliminazione diretta, in cui gli atleti si affrontavano come in un torneo di tennis. Per rendere più spettacolari le gare, sono state successivamente intraprese diverse strade, come l'introduzione dei tuffi sincronizzati e la riduzione del programma nelle finali ai soli esercizi liberi, dalla difficoltà più elevata. Dal canto loro gli atleti hanno aumentato il numero dei salti mortali (da due e mezzo a tre e mezzo), e dalla posizione in partenza nei tuffi dalla verticale. Vedere una gara di tuffi, anche in televisione, è certamente molto interessante. Per uno sport comunque d'elite soprattutto da un punto di vista tecnico, che non può registrare partecipazioni di massa come il nuoto, la corsa od il ciclismo e che non può essere praticato come questi oltre una certa età, vi è una sorta di obbligo morale e materiale di proporre sfide sempre più interessanti per catturare una buona audience, anche perché l'abbigliamento per la gara non è che il vecchio banale costumino.
Nello scorso fine settimana si è svolta la Prova di Coppa Europa a Stoccolma in Svezia, che ha proposto le finali con eliminazioni parziali. Al mattino gli atleti per le gare individuali o le coppie per il sincro, eseguivano il programma completo, al termine del quale i primi sei venivano promossi alle finali del pomeriggio, quando si ripartiva da zero. Sia per le gare individuali che per il sincro tutti gli atleti rieseguivano i due esercizi a coefficiente fisso più un tuffo libero: al termine di questi tre salti i sesti classificati (ultimi) venivano eliminati, un altro tuffo e la nuova classifica avrebbe condannato i quinti, un altro ancora e fuori i quarti: rimanevano solo in tre con l'ultimo tuffo a giocarsi il podio.
Bene l'Italia, che si è imposta nella classifica per Nazioni grazie soprattutto alle gare di sincro femminili, dove la coppia Noemi Batki Francesca Dallapè si è aggiudicata la gara dai tre metri, mentre la stessa Noemi e Tania Cagnotto, nonostante il primato personale, hanno solo sfiorato la vittoria, superate all'ultimo tuffo dalla coppia inglese. Decisiva è risultata un' incertezza nel doppio e mezzo rovesciato, esercizio che sarà quasi certamente sostituito dall'avvitamento all'indietro.
Altre due medaglie per l'Italia, un poco a sorpresa quella di bronzo nel sincro maschile da tre metri con la coppia B Marini-Mazzucchi (dopo gli espertissimi fratelli Marconi), più prevedibile quella di Valentina Marocchi dai 10 metri. Le delusioni sono arrivate dal trampolino di Tania Cagnotto e dalla piattaforma maschile dove Francesco Dell'Uomo ha fallito il bronzo per un'esecuzione troppo abbondante nel triplo e mezzo indietro.
Questa innovazione induce tutti gli atleti ad eseguire prima i tuffi in cui si sentono più sicuri per poter andare più avanti possibile, lasciando al termine generalmente le rotazioni più rischiose, vale a dire quelle all'indietro e rovesciate.
Tra tre settimane la Coppa del Mondo, autentica semifinale Olimpica, visto che sarà in quella sede che verranno assegnati gli ultimi posti liberi per i Giochi di Pechino. E lì, per i non ancora qualificati, toccherà arrivare davvero al cento per cento. In bocca al lupo, quindi!


Fabio Perfetto


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•  "Non mi aspettavo di fare 1'55" ... il mio obiettivo era raggiungere il tempo necessario per qualificarmi. La gara è andata bene da subito: sono volato e le virate sono state perfette".

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