
Di seguito una intervista/chiaccherata con il torinese Claudio Rossetto capo allenatore della Larus Nuoto e tecnico di Filippo Magnini.
Abbiamo finito da pochi giorni la kermesse del Trofeo Sette Colli, l’ultima rassegna internazionale prima dell’importantissimo impegno di Pechino come le è sembrato e quali riflessioni ha fatto vedendo lo stato di forma degli azzurri?
Il trofeo sette Colli quest’anno è stato veramente bello.
Organizzato bene, con orari giusti, adeguati spazi per il riscaldamento durante le gare e, soprattutto con atleti fortissimi, tutti molto motivati.
Gli stranieri hanno onorato la gara come poche altre volte è successo, gli italiani hanno dimostrato che ci sono e a Pechino venderanno cara la pelle come è sempre stato in questi anni.
Penso che il nuoto italiano aveva bisogno di questi risultati e di queste conferme perché nelle ultime manifestazioni internazionali e nazionali sembrava non fossimo capaci di reggere il passo con il nuoto mondiale.
Invece abbiamo dimostrato un’altra volta che nel nuoto siamo una nazione importante, da rispettare e temere, con atleti bravi, tecnici preparati e dirigenti lungimiranti e un pubblico caldissimo nel sostenere i suoi campioni .
Si è parlato molto di nuoto, di record, di costumi e di atleti in questi mesi, cosa è cambiato nel mondo del nuoto?
Una cosa è certa, erano molti anni che non si vedevano così tanti record del mondo , così tanti da far sembrare il nuoto una disciplina poco evoluta e non all’altezza di altri sport principi (come l’atletica) alle Olimpiadi .
Nella storia del nuoto moderno , intendo negli ultimi 30 anni, uno sviluppo così grande venne da due nazioni Cina e DDR … ora , dopo anni , sappiamo il perché.
Però ora la situazione è profondamente diversa soprattutto perché il fenomeno evolutivo riguarda tutto il mondo non solo alcuni atleti o nazioni.
Non credo assolutamente al doping come spiegazione di quanto sta accadendo.
È sicuramente vero che l’anno olimpico è particolare e si vedono sempre risultati straordinari durante queste stagioni .
Molti atleti si risvegliano dopo anni di letargo, in molte nazioni solo questo obiettivo porta visibilità , fama , soldi ad atleti e tecnici.
Tutto nel nuoto è finalizzato a questo evento.
È sicuramente vero che aumenta continuamente il numero di chi nuota ed il numero dei paesi dove si nuota.
Ci sono sempre più tecnici di alto livello che si spostano nel mondo favorendo la circolazione del sapere tecnico . Con internet il confronto tecnico è facilitato.
Questo favorisce indubbiamente la selezione e la proliferazione del talento.
Bastano queste valutazioni per spiegare l’incredibile progressione cronometrica degli ultimi mesi ?
Non credo, è sicuro che, parallelamente a queste valutazioni assolutamente vere e determinanti, un altro fattore è entrato in gioco: il nuovo costume LZR della Speedo.
La mia personalissima opinione sui costumi interi è che ho nostalgia del costumino……..
Ora però ci sono ed in particolare questo costume c’è; le innovazioni tecnologiche proposte sono consentite . Non voglio entrare in discorsi che non mi competono e non conosco riguardo legittimità , regole omologazioni e quant’ altro, dico solo che ora c’è e ne dobbiamo tenere conto.
Quanto ha inciso in questo panorama questo costume?
Non lo so con certezza e nonostante le analisi statistiche vorrebbero dimostrare con assoluta precisione l’incidenza del costume nella corsa al record non so quanto conta, però ho visto atleti che per anni sono stati ai margini delle finali mondiali diventare con questo strumento dei pretendenti all’oro olimpico.
Credo che per qualcuno e per qualche distanza abbia un grandissimo effetto per altri ed altre distanze meno….si è fatto un gran parlare di questo e non ho altro da dire a questo proposito, però di una cosa sono assolutamente sicuro che in molti casi un po’ incide, ma non mi chiedete quanto in decimi perché non so rispondere.
Un allenatore allena il fisico, la tecnica ma soprattutto la testa.
Dopo anni di lavoro credo sia questo l’aspetto più importante del nostro lavoro, anche il più difficile…..
È possibile lavorare per un atleta (ma anche per un allenatore) con la tranquillità, la serenità, la fiducia necessaria per vincere con il dubbio che ci sia un gap da colmare in partenza?
Dopo quello che si è visto nel mondo non esiste allenatore, psicologo, dirigente o altro capace di convincere un atleta, (senza provare!) che questo costume non conti ai fini della prestazione.
E quindi?
Con Filippo abbiamo deciso di provare. Ci sono dei momenti dove si può dare una svolta alla stagione dove si può segnare un punto a proprio favore. In quel momento bisogna rischiare. Lo abbiamo fatto, anzi lo ha fatto, perché poi lo sponsor era il suo e quindi i rischi erano suoi. Come sempre non gli è mancato il coraggio.
Risultato?
Ha vinto con il suo secondo crono di sempre. Quanto gli ha dato e che sensazioni ha avuto dal Lazer, sono state le domande più frequenti dopo la gara……. ma la risposta è stata sempre la stessa e una sola: in quel momento erano uguali, uno contro l’altro senza se e senza ma. Sarò retorico ma questo è, e deve essere lo sport.
Non so cosa succederà tra due mesi ma ora io e lui siamo un pò più tranquilli…..
Dopo il Settecolli ha riportato il suo Club in Serie A, sensazioni per uno che ha vinto tutto in questi ultimi anni?
E’ stata una gara bellissima, vissuta intensamente da parte di tutti gli atleti coinvolti.
Siamo riusciti a coinvolgere i più giovani insieme agli atleti più esperti, non c’erano quelli forti o meno forti hanno ragionato tutti nella stessa direzione da vera squadra, hanno pensato prima ai propri compagni che a loro stessi.
Siamo tornati in serie A, dopo un anno nella serie cadetta, la dedico ai ragazzi, li ho visti veramente uniti e determinati, lottare colpo su colpo.
Ero nella mia città e ci tenevo a far bene ma quello che mi ha entusiasmato di più è vedere Filippo chiudere l’ultima frazione della staffetta stile che ci ha regalato la vittoria con una tale cattiveria nonostante i 5 secondi di vantaggio……alla fine mi ha detto -“avevano tirato tutti ho tirato anch’io”-.
In quel momento sono stato felice di non avere ascoltato i miei genitori quando ho deciso di fare questo lavoro assurdo……….
Allora complimenti, buon lavoro e ci vediamo alle Olimpiadi?
Grazie, lavoreremo per essere ancora una volta protagonisti a Pechino…..

Filippo Magnini e Claudio Rossetto