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INTERVISTE-PROFILI - 14/05/2009
Franziska Van Almsick
Franzi - La Divina

A pochi giorni dall’inizio di questo campionato del mondo, la mente corre inevitabilmente all’edizione del 1994, sempre a Roma. Sono ricordi di un mondo del nuoto diverso, dove non si parlava di costumoni, ma di doping legato alle atlete cinesi, che in quell’edizione fecero razzie di medaglie, (inevitabile fu il paragone con le walkirie dell’ex DDR), ma forse il ricordo più vivo che mi è rimasto è la voce del telecronista RAI, che commenta strabiliato il record del mondo nei 200 stile libero stabilito alla corsia 8 da colei che negli anni venne definita “la divina”, la regine delle piscine….. ovvero:

FRANZISKA VAN ALMSICK.


Noi di NPI, vorremmo ripercorrere la vita e la carriera di questa “enfant prodige” prima, e donna tormentata dopo, che ha vinto tutto (tranne l’oro olimpico), con una vita glamour e inquieta che pare oggi avviata, finalmente, verso una serenità a lungo ricercata.

La stella di Franzi inizia a brillare nel firmamento mondiale quando, a soli 14 anni, alle Olimpiadi di Barcellona arriva seconda staccata di appena 10 centesimi dall’americana Haislett, nei suoi 200 stile dove sarà primatista mondiale per 13 anni consecutivi (1994 – 2007). Chissà se quei 10 centesimi hanno riempito di incubi le notti della bella Franzi, rendendo vano ogni successivo tentativo di raggiungere il titolo, da Atlanta a Sidney per finire ad Atene; 10 medaglie olimpiche non valgono un oro, ma sono molto pesanti!
La Van Almsick è stata unica: sexy diva delle piscine, talento cristallino, guadagni folli, irrequietudine meravigliosa, dissennatezze e magie, attrazione incredibile nel palcoscenico del nuoto.
Da un estremo all’altro è riuscita a essere tutto e il contrario di se stessa, dall’anoressia rivelata nella sua ultima biografia, alle forme “cicciotte” prima di Sidney: “Sono grassa?”, rispondeva alla stampa che l’ha sempre amata e odiata in egual misura, “Lasciatemi in pace!”.
Ma poi finiva sulla copertina di Stern che intitolava “La fidanzata di Germania” o “La preferita dei tedeschi”, nonostante “Tutte le finali olimpiche perse” rispondevano i detrattori più incalliti, ma ora è tutto passato, e nei primi giorni da ex dichiarava “E’ arrivato il momento di concentrarmi sulla terra”,e addio ossessioni, “mi ritiro serena, pazienza se non è arrivato l’oro del desiderio”.
Già, Atene fu la sua ultima apparizione da atleta: arrivò un anonimo quinto posto individuale al cospetto della vincitrice Camelia Potec, che due anni prima fu argento, nell’ultimo bagliore che la “divina” ci regalò. Nella sua Berlino agli Europei 2002, fece impazzire tutti migliorando quel record del mondo che già gli apparteneva, perché “solo io un giorno lo potrò battere perché è già mio”. Di quello che aveva stabilito ai Mondiali di Roma del 1994, forse un po’ si vergognava, perché pagò la compagna di squadra e di mille battaglie, Dagmar Hase, che le lasciò il posto in finale essendo Franzi la prima delle escluse.

Nata a Berlino Est il 5 aprile 1978, prese subito le distanze dall’ex regime comunista e quando nel 1989 cadde il muro divenne il simbolo di una nuova Germania, dichiarando “Sì, fui sfiorata anch’io dal doping, anche se in acqua non mi ci portò la DDR, ma mio fratello Sebastian” e poi “Non chiedetemi quello che succedeva prima, io non posso saperlo”. Patì lo strapotere cinese dei primi anni novanta, nonostante tutto stabilì il record del mondo, ma in seguito ebbe a dire “Erano dopate? Meglio perdere due volte che imbrogliare una: mi facevano controlli a raffica”.

In quegli anni attirava più curiosità di Boris Becker, Steffi Graf e Lothar Matthaus, arrivò a contendere la scena mondana a Claudia Schiffer, veniva ricevuta dal cancelliere Kohl dove si presentava in abbigliamento grunge:”Nessuno può dirmi come vestire”. I media l’hanno soffocata sempre: ora appare rassegnata, da adolescente si ribellava furiosamente: “Non finirò malamente, la bellezza m’ha aiutata. E se ciò mi ha portato ricchezza, è un problema in meno”. Nel 2000 a Sydney non andò oltre una misera medaglia di bronzo in staffetta, ma trovò l’amore nel campione di pallamano Stefan Kretzschmar e, a 22 anni, distrutta dalla pressione dei media tedeschi, annunciò il ritiro. “Ero diventata una macchina da vittorie. Era impossibile per me vivere una vita normale”. Grazie all’amore della sua vita (“E’ stato la mia salvezza, perché m’ha reso matura, serena e felice anche nella vita”), ci ripensa, e in extremis nel 2002 ritorna regina: dominio internazionale e nuovo primato del mondo sui 200 stile libero (1’ 56''64). Fu la sua rinascita. Non andò ai mondiali di Barcellona, per preparare i suoi quarti Giochi Olimpici, ma ad Atene pur conquistando altri due bronzi in staffetta (4x100 mista e 4x100 stile), fallì l’ultimo assalto all’oro piazzandosi solo 5° nei 200 stile vinti dalla romena Potec sulla nostra Pellegrini.
Lasciò passare l’estate e poi, senza rimpianti, disse davvero basta.

Quando lei cominciava a razziare medaglie alle Spartachiadi, il nuoto era un’altra cosa. L’ha rivoluzionato, semplicemente, con il suo fascino e il suo talento immenso. Franzi è stata “la Regina”, anche senza corona olimpica, star del nuoto femminile per oltre un decennio, ha portato la sua immagine oltre le piscine con i suoi atteggiamenti da diva.
La sua prima vittoria risale al 1991 al Memorial Morena di Genova, due anni dopo comincia a far parlare di sé vincendo sei ori agli Europei Giovanili.
In totale, Franziska chiude la carriera con due record del mondo, 10 medaglie olimpiche ( 4 argenti, 6 bronzi), 6 medaglie mondiali (2ori, 2 argenti, 2 bronzi) e 21 medaglie agli europei (18 ori, 3 argenti). Fino al 2007 è stata l’unica donna al mondo ad aver nuotato i 200 stile due volte sotto l’ 1’57; abbiamo dovuto attendere prima Laure Manadou (1’55’52) e poi Federica Pellegrini (1’54’47) per vedere il suo ultimo primato cadere.

Mondiali di Roma '94 - WR PER LA VAN ALSMICK
 
Luca Stanzani
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