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INTERVISTE-PROFILI - 15/12/2009
Alexander Popov
A cinque anni dal ritiro

Senza Alexander Popov è stato un altro nuoto. L’uomo ha perso importanza, lasciando spazio all’infinita querelle dei costumi, ma Lui, è stato lo ZAR, indiscusso padrone delle piscine per oltre un decennio, quando ancora la prestazione si fondeva con l’uomo.
NPI, a cinque anni dal suo ritiro, vuole rendere omaggio a chi ha dominato lo stile libero con un’eleganza e una leggerezza che ha dello straordinario; è stato un esempio, lo “ZAR”, ed il suo stile libero rimarrà per sempre uno stile di vita.
Sempre misurato, mai fuori posto, faccia d’angelo e sorriso accattivante, così Alex ha dominato, senza dichiarazioni da Far West, ma con i fatti mettendo sempre la mano davanti ai diversi avversari che hanno provato a detronizzarlo.

Iniziò a vincere agli europei del 1991 nei 100 sl. e non avrebbe più smesso, sino a quando nel 2005 annunciò che si sarebbe ritirato, gettando nello sconforto il nuoto russo oltre che tutti i suoi fans. “Ho deciso il 27 gennaio, dopo la tappa di coppa del Mondo a Mosca: quando ho visto le gare ho capito che non mi mancavano. L'allarme di qualche dolore ai gomiti e alle spalle mi ha fatto chiudere il primo libro della mia vita: quello del nuoto è finito. Era ora che mi dedicassi alla famiglia, chiave dei miei comportamenti”

Pensavamo che Popov non potesse smettere dopo Atene, e alcune sue dichiarazioni ci avevano tranquillizzato: «No, non posso chiudere con un disastro così». Senza finali individuali, due quarti posti in staffetta. «Devo continuare», diceva al compagno Pimankov, ma faticò ad annunciare cosa avrebbe fatto anche alla federazione russa di cui era vicepresidente, incarico che gli ha procurato più problemi che serenità all'Olimpiade greca: doveva occuparsi dei guai dei compagni, che non sono più i russi di una volta mentre lui per serietà e professionalità è sempre lo stesso. «Devo ritrovare la forza di tornare a faticare in allenamento, devo ritrovare le energie per reagire alle avversità come spesso mi è successo, devo ancora parlarne con mia moglie ma voglio continuare a venire in piscina» confessò al suo allenatore, Gennadi Touretski. Ma poi dopo averci a lungo riflettuto, ebbe a dire, "Ogni nuotatore dev'essere cosciente che arriva un momento in cui non potrà più nuotare come prima. Nessuno può essere eterno, i tempi alla fine verranno oscurati, ma il titolo di campione olimpico non si cancella. L'atmosfera agonistica è la cosa che mi mancherà di più dopo venticinque anni.”

100 sl - Giochi di Barcellona '92

50 sl - Giochi di Barcellona '92

Ad Atlanta, bissando gli ori olimpici di Barcellona diventò come Weissmuller Tarzan, ma Van den Hoogenband gli impedì a Sydney la tripletta, mai riuscita a nessun uomo ai Giochi… “Ma quando perdi dal primo uomo a nuotare sotto i 48" non puoi sentirti deluso”. Poi nel 2003 si vendicò con l'olandese, negandogli due volte il titolo mondiale, a Barcellona, la città della prima doppietta olimpica, tornò padrone delle sue distanze i 50 e i 100 sl, e guidò i russi alla prima grande vittoria nella staffetta veloce. E’ incredibile a dirsi, ma Alex a 32 anni andò più forte di quando vinse la sua prima olimpiade... “Qui ho rivissuto l'emozione di quando battei Matt Biondi"

Nell'ambiente del nuoto non è mai stato discusso neanche fuori dalla piscina. "Non ero interessato a perdere tempo in stupidate, a consumare energie preziose, per esempio con le ragazzine. Anche in questo l'educazione familiare mi è servita. Ho una moglie e due figli che mi rendono felice.”

Quand'era in ascesa imparò rapidamente a gestirsi "All'inizio della carriera discussi a lungo la strategia con il mio allenatore Gennadi Touretski. Lui mi disse di non giocare pericolosamente con le emozioni e che avrei dovuto scegliere io. Scelsi di rimanere calmo, fu la mia fortuna.”

In seguito decise di trasferirsi da Mosca in Australia, nella quieta Canberra, sempre per seguire Gennadi "Se vuoi, vieni con me, mi disse, ma non ti obbligo. Fu la scelta giusta al momento giusto, avrei potuto andarmene quando volevo, ma le avventure non mi piacciono. Cambiava sempre metodi di allenamento per motivarmi. Mi mancherà.”

Mosca invece, evoca brutti ricordi nella mente di Sasha: nel '96, all'apice della carriera, rimase coinvolto in una rissa tra venditori ambulanti e venne colpito da una pugnalata all'addome, il coltello recise un’arteria colpì di striscio un rene e danneggiò la pleura, lo salvò la sua fidanzata, in seguito sua moglie. "Non mi piace tornare su quell'esperienza terribile. Di quella vicenda mi piace solo ricordare che il medico che mi operò poi è diventato uno dei miei più grandi amici.”

100 sl ai Giochi di Atlanta 1996 - Popov vs Hall jr.
Solo tredici anni addietro ma sembra un altra epoca. Con lo slip senza cuffia e senza subacquee!

50 sl ai Giochi di Atlanta 1996 - Popov vs Hall jr.

Tornò, nemmeno un anno dopo nel 1997 e vinse di nuovo gli Europei sia nei 50 che nei 100 stile, “Il mio spirito non è stato ferito, il mio cervello non è stato ferito, solo il mio corpo.”
“La differenza tra me e gli altri è che quasi tutti dopo un oro si sentono appagati ed io invece traggo ancora più voglia di cloro.”

L'americano Gary Hall, invece, non l'ha mai amato... "Ognuno è libero di mantenere il livello che crede, non ha senso cadere nelle sue provocazioni, sono solo trappole, in fondo mi ha sempre temuto.”
Col figlio d'arte e Matt Biondi, fu guerra davvero fredda...

Però ora non è più così. E comunque.. ci manca.

DASVIDANIA SASHA E… GRAZIE DI TUTTO!!

Alexander Popov (Aleksandr Vladimirovič Popov) è nato il 16 novembre 1971 a Yekaterinburg, in Russia.
Chiude la carriera con 46 medaglie tra Olimpiadi (4 ORI - 5 ARGENTI), Mondiali (6 ORI - 4 ARGENTI - 1 BRONZO) ed Europei (21 ORI – 3 ARGENTI – 2 BRONZI).
E’ stato l'unico nuotatore moderno a vincere sia i 50 che i 100 sl per due volte consecutive ai Giochi Olimpici, nel 1992 e nel 1996.
È stato detentore del record del mondo nei 100 sl per 6 anni consecutivi e nei 50 sl per otto anni.
E’ stato imbattuto in competizioni internazionali per 10 anni consecutivi sia nei50 che nei 100 sl.
E’ Membro del Cio dal 1999, oltre ad essere uomo immagine della Federnuoto russa, di cui è diventato presidente, e dell'Omega, per cui continuerà a lavorare con incarichi dirigenziali.

L’interpretazione dello stile libero di Alexander Popov è considerata dalla maggior parte degli addetti ai lavori un preciso punto di riferimento tecnico.

 
Luca Stanzani/CG
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