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INTERVISTE-PROFILI - 09/02/2010
Beatrice Adelizzi si racconta
La scienza, il syncro ....

Domani a Novara si svolgerà la Conferenza stampa di presentazione del Campionato Italiano di Nuoto sincronizzato che andrà in scena dal 26 al 28 febbraio, grande assente della kermesse novarese sarà Beatrice Adelizzi la sincronette più titolata nella storia della disciplina che dopo aver vinto il bronzo ai mondiali di Roma 2009 ha deciso di lasciare le competizioni per dedicarsi alla studio, di seguito l'intervista.

Ciao Beatrice. Grazie per la disponibilità. Raccontaci brevemente la tua carriera...dagli esordi, fino al podio mondiale di Roma 2009.

Ho iniziato a seguire i corsi di nuoto a 3 anni, ero una bambina molto alta e l'ortopedico l'aveva consigliato per prevenire eventuali futuri dolori...così a 8 anni avevo finito i corsi di nuoto e, stanca di contare le piastrelle, ho provato (solo per scherzare) nuoto sincronizzato...è stato amore a prima vista...2 anni dopo ho iniziato a gareggiare in campo italiano e a sognare di entrare in nazionale...all'età di 14 anni ho raggiunto il mio obiettivo nella nazionale giovanile; da quell'anno per sei anni ho dedicato me stessa al sincro, lavorando sodo per europei e mondiali...fino ad arrivare alle gare più importanti quali Olimpiadi (2008) e Mondiali di Roma (2009).

Come molti sanno, hai deciso di abbandonare la tua carriera, notizia che ha molto sorpreso e non solo il mondo del Nuoto Sincronizzato. Come mai questa scelta?

Io ho sempre avuto 2 passioni, il sincronizzato e la scienza...dopo la maturità ho deciso di dare priorità al sincro gli obiettivi erano Olimpiadi e Mondiali, ma per me era un peso dover lasciare o posticipare gli studi, ero intenzionata a laurearmi in chimica ed ero cosciente che avrei potuto ritardare più di un paio di anni.
Bisogna ricordarsi che il nuoto sincronizzato richiede un impegno costante, circa 10 ore al giorno tutti i giorni per 11 mesi l'anno; non potevo far coicidere studio e allenamento; ed inoltre in quanto "sport minore" non è previsto uno stipendio degno di essere chiamato tale nemmeno per le prime 10 atlete d'Italia,8 mila euro lordi l'anno fanno capire che era impensabile immaginarsi un futuro in uno sport come questo e anche continuare a fare l'atleta senza avere modo di costruirsi basi per un futuro...ho provato a parlare con federazione e università, ma ho trovato rigidità e chiusura da entrambi i fronti. E' stata una scelta molto difficile ma ahimè obbligata.

Come hanno affrontato la tua decisione Domenico e Rita, i tuoi genitori, i quali sono i tuoi fans più sfegatati e ti hanno seguito fino in capo al Mondo per assistere alle tue gare? E i tuoi amici? Hanno provato a farti cambiare idea?

Sia i miei genitori che i miei amici hanno visto da vicino quanto per me sia stata difficile la scelta; ho passato 4 mesi di crisi...inoltre conoscono anche abbastanza bene i problemi che nascono nel praticare questo sport e nel farlo conciliare con gli studi. Qualche tentativo di farmi cambiare idea c'è stato, spesso mi hanno detto che era un grande peccato smettere, e smettere proprio quando stavano arrivando i primi grandi risultati, ma vedendo la mia sofferenza nella scelta e conoscendo bene il problema, hanno capito, accettato e sono contenti che sia riuscita a scegliere e superare il momento di crisi.

Televisione...da poco sei stata intravista in uno spot pubblicitario e in molti servizi tv...l’idea di una possibile carriera televisiva per il tuo futuro ti affascina?

Direi di no; io voglio fare chimica e son molto determinata in questo. Ammetto che l'interesse che la mia scelta ha suscitato mi ha fatto grande piacere, anche perchè sono convinta che sia uno scandalo che in Italia non sia possibile praticare sport ad alti livelli e studiare (non sono l'unico esempio basti guardare sport come ginnastica artistica o ritmica e si nota che il problema è lo stesso).
Voglio pensare che la mia scelta sia un imput per far riflettere sulla situazione del mondo sportivo italiano: tutta l'attenzione è rivolta a quei tre o quattro sport privilegiati mentre i così detti "sport minori", (che sono spesso anche quelli per i quelli ci si allena di più), non hanno alcun tipo di incentivo, non è possibile impostare il proprio futuro su questi e non esiste modo di farli conciliare con altro.
In Italia sport e istruzione non vanno di pari passo ma in direzioni opposte, e questo credo sia sbagliatissimo.

Come passi le tue giornate ora che hai smesso l’attività agonistica?

Studio studio studio! In primis sto cercando di iniziare a recuperare il ritmo nello studio e magari qualche esame che avrei dovuto dare in precedenza, nel tempo libero seguo le ragazze della nostra società, la Nord Padania Nuoto Sincronizzato di Varedo (MI), per dare una mano nella tecnica e nella costruzione dei balletti, e sto cercando di mantenere le lezioni di danza classica per piacere personale.

Pensi che il Nuoto Sincronizzato possa rimanere per sempre nella tua vita? Magari come allenatrice/istruttrice?

Ho intenzione di trasmettere alle bimbe e alle ragazze che praticano questo sport più informazioni possibili, vorrei sfruttare la mia esperienza in questo modo,soprattutto per quanto riguarda la parte artistica-coreografica del sincro, e la parte dell'utililizzo e controllo del corpo. Fare l'allentrice non sarà il mio futuro, in quanto non voglio che sia la mia occupazione primaria però se ci sarà tempo per restare vicina a questo sport lo farò con grande piacere.

Se le cose nel Sincro Italiano dovessero cambiare, ci ripenseresti per un possibile ritorno alle gare nel futuro prossimo?

Non lo so...ho smesso da troppo poco per saper rispondere, di due cose sono sicura, uno: non ho intenzione di ritardare ulteriormente l'università, due: il Sincro è sempre uno sport bellissimo e ho sempre idee nuove da sviluppare...

Cosa ti ha dato il Nuoto Sincronizzato in tutti questi anni, oltre ovviamente il Bronzo al Mondiale?

Mi ha fatto crescere moltissimo, io dall'età di 16 anni ho vissuto a Roma, lontana dalla famiglia e dalla scuola, ho sempre studiato per conto mio la sera dopo allenamento.
Ho imparato la disciplina, ho imparato cos'è la fatica, fisica mentale e come sopportarla, ho imparato a non arrendermi davanti agli ostacoli e alle sconfitte, a lavorare a testa bassa e a non perdere tempo.
Mi ha dato grandi soddisfazioni e mi ha fatto conoscere persone fantastiche, mi ha dato anche la possibilità di capire come comportarsi quando le gare non vanno come vorresti e quando le persone non sono fantastiche...
E' stata una grande scuola di vita, e voglio ringraziare le due maestre principali Ambra Iacchetti e Laura De Renzis.

Voui aggiungere qualcosa ..?

Se c'è qualche ragazzo o bimbo interessato a provare nuoto wsincronizzato mi contatti che io ho in mente di fare una squadra di sincronizzato mista!


La locandina del Campionato Italiano di Nuoto sincronizzato che andrà in scena dal 26 al 28 febbraio a Novara.

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Davide Manca (CG)
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