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INTERVISTE-PROFILI - 01/12/2011
Mattia Pesce
...da SOLOMAGAZINE

Mattia Pesce, uno che non molla mai. Così si definisce il ranista della Nazionale, raccontandosi a Solomagazine Nuoto. In un estratto della sua intervista, il ventunenne veneto ripercorre la sua carriera dal primo impatto con la piscina: «Avevo sei anni e non era di certo nei miei interessi percorrere una carriera sportiva. L'iniziativa è partita dai miei genitori che volevano farmi conoscere lo sport. Mio padre era calciatore e voleva trasmettermi la sua grinta agonistica. Il suo intento era buono, ma non ci riuscì subito. La grinta era esattamente la cosa che mi mancava. Ma avevo qualcosa che finora ha contato di più: non mi arrendevo mai».
Nel 2011 arriva la consacrazione. Pesce vince due titoli italiani in aprile e poi gareggia ai Mondiali di Shanghai e ai Giochi universitari di Shenzhen: «Sono uno degli atleti che ha partecipato al Mondiale poco prima dell'Universiade, passando per i Campionati Assoluti di Ostia. A Shenzhen ho avuto un po' di difficoltà nel ritrovare energie nervose per affrontare le gare. Sono comunque riuscito a reagire e a raggiungere buoni risultati».
La carriera del nuotatore di Scorzè è giunta nel tempo a una graduale evoluzione. «Ho iniziato come puro sprinter, infatti all’inizio venivo annoverato fra i "cinquantisti di razza", date le mie vittorie nei 50 nella categoria Junior». Dopo un periodo di ottimi risultati, nel 2007: «Invogliato e pieno di aspettative, capii che ero troppo giovane per soffermarmi solo su una distanza. Fu così che fra le mie prospettive inserii anche i 100 rana». Le soddisfazioni sperate però non arrivarono: urgeva una svolta. «Nell’ottobre del 2008 mi trasferii, non solo in un'altra società, ma in un'altra realtà: Roma. Qui iniziai un percorso nuovo, scoprii esigenze nuove e qualità nascoste, feci nuove conoscenze sportive e mi si aprì un vasto mondo di concezioni che sono maturate e stanno maturando in questo periodo, dove sono deciso più che mai a competere a livello mondiale».
La prospettiva di qualificarsi a Londra 2012 è realistica: «L'obiettivo ultimo della stagione è sicuramente quello di partecipare all’Olimpiade. Introdurrò anche la preparazione specifica dei 200 rana. Se dovessi fare un grande salto di qualità, potrei gareggiare con i più forti. Sarebbe un'enorme soddisfazione». Un cammino duro, ma possibile perché, come ammette lui stesso: «la mia vittoria più bella la devo ancora conseguire».
 

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