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SPECIALE MONDIALI '05 - 14/07/2005
RUSSIA
Grande squadra, anche senza Popov
Ingrandisci l'immagineLa Russia: grande squadra, anche senza Popov
La Russia, principale erede anche in campo sportivo di quella che un tempo fu l’Unione Sovietica, si appresta a vivere la prima grande manifestazione internazionale dedicata agli sport acquatici priva del suo zar, lo straordinario Alexander Popov. Dopo un’Olimpiade deludente ed un continuo susseguirsi di voci di corridoio e conseguenti smentite, Popov ha appeso definitivamente il costume al chiodo lo scorso gennaio, al termine di una carriera che trova pochi eguali anche in altri sport olimpici.
I recenti Campionati nazionali, disputati presso l’impianto che ospitò le gare delle Olimpiadi di Mosca nel 1980, hanno proposto numerose prestazioni di assoluto rilievo, a testimonianza di un movimento che gode di buona salute, in particolare nel settore maschile.
Andrey Kapralov, per molti anni compagno del grande Popov in staffetta, ed il giovane Evgeny Lagunov, classe 1985, si propongono quali eredi dello zar nelle prove dello stile libero veloce. Kapralov si presenta a Montreal forte del secondo miglior tempo al mondo nel 2005 sui 50 stile libero, un eccellente 22.24 che gli è valso il titolo nazionale proprio dinanzi al più giovane Lagunov (22.66). In un recente passato, il russo si è dimostrato assai competitivo anche sulle distanze più lunghe, in particolare sui 100, ma pure sui 200 stile. Ai Campionati nazionali di Mosca Kapralov ha timbrato un eccellente 49.23 nelle batterie dei 100, per poi chiudere al secondo posto la finale alle spalle dell’emergente Lagunov, che lo ha preceduto di due decimi esatti (49.19 contro 49.39). Entrambi possono guardare con fiducia ad un posto in finale su entrambe le distanze; Kapralov, atleta più esperto, gode di maggior credito, mentre resta da verificare la tenuta del più giovane Lagunov alla pressione che da sempre accompagna le prove iridate ed olimpiche.

Trascinata da un superlativo Popov, la Russia andò a sorpresa a cogliere il titolo mondiale della 4x100 stile libero due anni fa a Barcellona; l’impresa appare assai ardua questa volta, non soltanto per il ritiro dalle scene dello zar, quanto piuttosto perché alla crescita di Lagunov e alla permanenza ai vertici di Kapralov fa da contraltare una seconda metà del quartetto che non pare in grado di competere ai massimi livelli. Il veterano Denis Pimankov e il 28enne Ivan Usov, entrambi componenti del quartetto vincente a Barcellona, non sono sinora scesi sotto il muro dei 50 secondi; a meno che questi due atleti non trovino a Montreal una giornata di grazia, la Russia va annoverata tra le squadre che possono ambire ad un posto a ridosso del podio, anche se mai come quest’anno la staffetta veloce è parsa gara incerta e di difficile interpretazione.
Yuri Prilukov è stato, insieme ai sudafricani Neethling e Schoeman, l’autentico mattatore della stagione in corta: in Coppa del Mondo è uscito vincitore da tutte le gare alle quali ha partecipato e ha messo in mostra una condizione piuttosto buona anche ai recenti Campionati nazionali moscoviti. Prilukov ha colto ben quattro affermazioni individuali, spaziando dai 200 (1.49.07), ai 400 (3.51.20) sino agli 800 e 1500 stile libero (7.56.08 e 15.03.30 rispettivamente). E’ probabile che il russo rinunci alla gara più breve, dove appare meno competitivo, per concentrare la propria attenzione sulle altre tre prove, dove nutre grandi ambizioni, in particolare sugli 800 e 1500. L’australiano Hackett pare irraggiungibile, di conseguenza Prilukov potrebbe lottare con il nostro Rosolino e l’americano Jensen per un posto sul podio degli 800, mentre sulla distanza più lunga i suoi avversari più temibili nella corsa al podio sono il britannico Davies e lo stesso Jensen.

La staffetta 4x200 stile libero si dovrebbe comporre dei già citati Prilukov e Kapralov, con l’inserimento dei giovani Kuznetsov e Natsvin. Tre uomini del quartetto ex sovietico possono vantare tempi stagionali inferiori all’1.50, così che, analogamente a quanto si è già avuto modo di dire per la staffetta veloce, la Russia potrà giocare a Montreal il ruolo di mina vagante, pronta ad approfittare del minimo tentennamento delle squadre che sulla carta paiono più forti, in particolare USA, Australia e Italia.
Il circuito Mare Nostrum e, ancor più, i Campionati nazionali hanno riportato alla ribalta un talento che lo scorso anno pareva essersi smarrito: si tratta di Arkady Vyatchanin, eccellente dorsista, che fu una delle rivelazioni della rassegna iridata di Barcellona. In quell’occasione il giovane russo andò a cogliere un’incredibile medaglia d’argento sui 100 con un crono, 53.92, che rappresenta ancora il primato europeo della distanza. A Mosca Vyatchanin si è prodotto in un ottimo 54.65, a cui ha fatto seguire il primato nazionale dei 50 (25.78) ed un eccellente 1.58.07 sui 200, terzo crono al mondo quest’anno, dietro all’inarrivabile Peirsol e all’altro americano Lochte. Vytachanin, atleta molto alto e dalle basse frequenze di bracciata, può ambire ad un posto in finale in tutte e tre le gare; le maggiori possibilità di medaglia gli vanno accreditate proprio sulla distanza più lunga, mentre sui 100 la concorrenza è assai più agguerrita, con americani, tedeschi e giapponesi che paiono godere di qualche credenziale in più, almeno sulla carta.

Dmitri Komornikov si presentò ai mondiali di Barcellona di due anni fa forte del recente primato mondiale sui 200 (2.09.52), ottenuto proprio nella città catalana nel corso del circuito Mare Nostrum. Il russo uscì tuttavia sconfitto dal confronto con il nipponico Kitajima e l’americano Hansen e anche il 2004 non è stata una stagione da incorniciare per il fidanzato della bella Stanislava Komarova. Ciò nonostante, alcune tappe del Mare Nostrum 2005 e soprattutto i recenti Campionati nazionali hanno restituito un Komornikov al top della condizione, capace di fermare i cronometri su un 1.00.68 che rappresenta il terzo crono al mondo quest’anno sui 100 rana. Meglio di lui hanno saputo fare solo l’americano Hansen e l’australiano Rickard; se il timing della preparazione è corretto, Komornikov può ambire ad un posto sul podio di questa distanza in terra canadese, tenuto conto che l’olimpionico Kitajima non pare al top e il resto della concorrenza viaggia su crono ampiamente superiori all’1.01 netto. Un discorso analogo vale per la distanza doppia, dove Komornikov si presenta al via forte di un 2.11.86 che lo pone ai vertici del ranking mondiale stagionale. I tecnici russi nutrono invece minori aspettative per i 50 rana, distanza di cui Komornikov è pure campione nazionale (28.35) ma dove si attende piuttosto un ritorno al vertice di Roman Sludnov, primo uomo nella storia ad infrangere la barriera del minuto sui 100. Tale evento risale al 2001, ma Sludnov è divenuto nel frattempo un esperto in improvvise scomparse dal palcoscenico internazionale e in altrettanto inattesi ritorni ai vertici mondiali, come dimostra l’Europeo in vasca corta di Vienna dello scorso dicembre. Sludnov, autore di un buon 28.37 ai Campionati nazionali, è atleta in grado di sorprendere sia in positivo che in negativo, per cui va compreso tra le mine vaganti della prova sprint.

La lunga tradizione russa della rana si è arricchita nelle ultime due stagioni di un nuovo fulgido talento: si tratta del giovanissimo Grigory Falko, classe 1987, già più volte campione europeo junior, ed ora atteso alla definitiva consacrazione anche a livello assoluto. Atleta minuto, ancora privo delle masse muscolari su cui possono contare altri atleti di vertice, Falko ha strappato a Sludnov il secondo posto disponibile per Montreal sui 100, ma ha nei 200 la propria gara preferita. Il ranking mondiale stagionale lo pone a ridosso del vertice e, escluso il solo Hansen, Falko può andare all’inseguimento di un posto sul podio, in una lotta che lo opporrà al compagno Komornikov, al nostro Paolo Bossini e al polacco Kuczko.

Evgeny Korotyshkin, altra rivelazione dei mondiali di Barcellona 2003, è anch’egli reduce da una stagione olimpica piuttosto deludente: la rassegna nazionale di Mosca, tuttavia, lo ha restituito ai vertici del delfino, in virtù di un eccellente 23.84 sui 50 e di un ancor più impressionante 52.46 sui 100. L’ingresso in finale su entrambe le distanze pare il minimo che gli si possa accreditare; la lotta per il podio pare chiusa sulla distanza più lunga dal duo Phelps-Crocker e dall’ucraino Serdinov, mentre nella prova sprint regna una maggiore incertezza. Qui la partenza e l’arrivo contano moltissimo e non è da escludere che Korotyshkin possa inserirsi nel lotto dei medagliati di una gara che ha in Ian Crocker il vincitore atteso. A far compagnia a Korotyshkin sui 100 sarà il veterano Igor Marchenko, 30 anni, che in 52.78 ha soffiato il pass per i mondiali al più giovane Skvortsov (52.99); atleta assai discontinuo, Marchenko potrebbe chiudere le semifinali a ridosso dei primi otto, ma nulla impedisce un exploit tale da garantirgli pure l’ingresso in finale. Quanto a Skvortsov, il giovane ed occhialuto russo ha strappato la qualificazione sui 50 (24.15) ma soprattutto sui 200, dove in virtù dell’1.55.98 nuotato a Mosca salirà sui blocchi di Montreal quale leader delle liste mondiali stagionali. I 200 delfino, orfani di Michael Phelps, si annunciano come una delle gare più incerte del mondiale, ma Skvortsov è certamente uno dei papabili per il titolo insieme al nipponico Matsuda e al polacco Korzeniowski. In recupero pare anche l’ex campione europeo della distanza Anatoli Poliakov, che forte dell’1.57.60 nuotato ai Campionati nazionali si candida per un posto al sole, magari tra i protagonisti della finale iridata.

I misti hanno in Igor Berezutskiy un atleta che ha ridato lustro, dopo un lungo periodo di appannamento, alla tradizione sovietica in questa specialità: questo atleta ha di recente migliorato i primati nazionali sia dei 200 che dei 400 (2.01.82 e 4.18.07), crono di assoluto spessore, ma che a livello iridato possono valere a malapena un ingresso in finale. Qualsiasi ambizione di podio è pura fantasia, dal momento che il lotto dei pretendenti comprende gente del calibro degli americani Phelps e Lochte, il magiaro Cseh, il tunisino Mellouli e i nostri Boggiatto e Marin.
La staffetta mista, grazie al recupero di Vyatchanin e Korotyshkin ai massimi livelli, nutre senza alcun dubbio ambizioni di medaglia: posto che gli USA viaggiano su crono vicini alla fantascienza, gli ex sovietici sono insieme a Germania e Giappone in lizza per un posto sul podio e, probabilmente, grazie alla solidità di ciascuna delle quattro frazioni godono di qualche credenziale in più rispetto alle squadre poc’anzi menzionate.


Gli Uomini
Andrey Kapralov    50 sl 22.24, 100 sl 49.23, 
                  200 sl 1.49.72, 4x100sl, 4x200sl
Evgeny Lagunov     50 sl 22.66, 100 sl 49.19, 4x100 sl 
Maxim Kuznetsov   200 sl 1.49.13, 4x200 sl 
Evgeny Natsvin    4x200 sl 1.50.74
Yuri Prilukov     400 sl 3.51.20, 800 sl 7.56.08, 
                 1500 sl 15.03.30, 4x200 sl 
Arkady Vytachanin  50 do 25.78, 100 do 54.65, 
                  200 do 1.58.07, 4x100 mista
Sergey Makov       50 do 26.05, 100 do 55.81
Evgeny Aleshin    200 do 2.01.62
Dmitri Komornikov  50 ra 28.35, 100 ra 1.00.68, 
                  200 ra 2.11.80
Grigory Falko     100 ra 1.01.25, 200 ra 2.12.05
Roman Sludnov      50 ra 28.37
Evgeny Korotyshkin 50 fa 23.84, 100 fa 52.46, 
                4x100 mista
Igor Marchenko    100 fa 52.78
Nikolay Skvortsov  50 fa 24.15, 200 fa 1.55.98
Anatoly Poliakov  200 fa 1.57.60
Igor Berezutskiy  200 mi 2.01.82, 400 mi 4.18.07
Alexey Zatsepin   200 mi 2.02.87

La selezione femminile è invece assai più povera e meno ambiziosa. La leader incontrastata è la pin up Stanislava Komarova la quale, seppur abbia solo 19 anni, è ormai da alcune stagioni ai vertici del ranking mondiale del dorso. Argento ad Atene, la Komarova ha nei 200 il proprio cavallo di battaglia, mentre quest’anno non è parsa competitiva ai massimi livelli sulla mezza distanza. Un posto in finale è il minimo che la fidanzata di Komornikov si attende dalla rassegna iridata; una medaglia pare alla sua portata, ma il lotto delle avversarie è ampio e la gara non ha, almeno per quanto si è visto quest’anno, una padrona assoluta.
Lo stile libero, dopo Natalya Mesheryakova, non ha più trovato in Russia alcuna esponente di rilievo assoluto: Svetlana Fedulova parte per il Canada grazie al 25.55 che le è valso il titolo nazionale invernale dei 50 stile lo scorso marzo, mentre Darya Belyakina dovrebbe essere l’unica atleta iscritta ai 100 e ai 200 stile libero. Il mezzofondo, nonostante le giovani russe abbiano dominato tutte le ultime rassegne continentali riservate alla categoria junior, non ha espresso quest’anno alcuna performance degna di nota, mentre continua la crisi nera di Regina Sytch, grande promessa del recente passato e che a Barcellona era entrata in finale a soli 15 anni sia sugli 800 che sui 1500 stile libero. Larisa Ilchenko, a segno ai Campionati nazionali sui 400 stile libero, dovrebbe venire dirottata verso le prove in acque libere, dove è campionessa mondiale in carica dei 5 km.
La rana ha in Ekaterina Kormatcheva e Elena Bogomazova due atlete di consolidata esperienza in campo internazionale: la prima ha raccolto tre titoli ai Campionati nazionali di Mosca, con un buon 31.96 sui 50 ed un valido 2.28.79 sui 200. A patto che riesca a ripetere le performance ottenute in patria, la Kormatcheva vale una posizione a ridosso delle 8 finaliste su entrambe le distanze, piazzamento che potrebbe ottenere anche la Bogomazova, che tuttavia ha ottenuto la qualificazione solo per i 50 e i 100. Sui 200 la Russia dovrebbe schierare la giovane Ksenia Vereschagina, già campionessa europea junior della distanza, che vanta un personale stagionale di 2.29.78.
Quanto al delfino, Natalia Sutiagina, a sorpresa oro europeo lo scorso anno a Madrid anche grazie all’assenza di molte big, ha ottenuto il pass per i 100 (59.35) e i 200 (2.11.06), mentre è rimasta fuori dal giro proprio nella gara che le ha procurato l’alloro continentale, i 50. La Sutiagina parte con ambizioni di semifinale in entrambe le prove, al pari di Irina Bespalova, che sarà al via sui 50 e 100 e della giovane Vasilisa Vladykina, a cui è andato il titolo nazionale della prova sprint.
I misti vedono quale unica rappresentante di un certo spessore Yana Martynova, la quale si è ben distinta nelle rassegne europee giovanili, ma non ha finora dimostrato di poter competere al top anche a livello assoluto. Una semifinale sui 200 e una prestazione dignitosa nelle batterie dei 400 misti sono i traguardi a cui può ambire la ex sovietica. Quanto alle staffette, appare verosimile che venga schierata la sola mista, per la quale l’ingresso nelle prime otto rappresenterebbe già un successo.


Le Donne

Svetlana Fedulova     50 sl 25.55
Darya Belyakina      100 sl 56.47, 200 sl 2.00.77, 
                     200 mi 2.17.26, 4x100 mi 
Stanislava Komarova  100 do 1.02.21, 200 do 2.12.01, 
                     4x100 mi 
Ekaterina Kormatcheva 50 ra 31.96, 100 ra 1.09.79, 
                      200 ra 2.28.79, 4x100 mi 
Elena Bogomazova      50 ra 32.04, 100 ra 1.09.71
Ksenia Vereschagina  200 ra 2.29.78
Natalia Sutiagina    100 fa 59.35, 200 fa 2.11.06, 
                     4x100 mi 
Irina Bespalova       50 fa 27.43, 100 fa 59.97
Vasilisa Vladykina    50 fa 27.16
Yana Martynova       400 mi 4.48.18

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